Linea ferroviario Verona Chioggia sempre disastrosa

Legambiente a Gambato faccia il viaggio con i pendolari

Da molti anni ormai, attraverso il nostro dossier Pendolaria, ci occupiamo di raccogliere e segnalare i disservizi e le difficoltà che i pendolari devono affrontare quotidianamente lungo i tragitti ferroviari.

Della linea Verona-Chioggia abbiamo più volte segnalato i disagi e le inefficienze: dai continui ritardi all’obsolescenza dei mezzi e della linea, dall’aumento dei costi del biglietto alla soppressione delle corse, problematiche rilevate dai nostri volontari e dalle continue segnalazioni ricevute dai pendolari.

Apprendiamo dalla stampa locale del 18/03/2017 che il presidente di Sistemi Territoriali Gian Michele Gambato non ha riscontrato alcun tipo di disagio effettuando il viaggio verso Verona con la corsa delle 9.38 in partenza da Rovigo.

Vorremmo precisare che le corse che subiscono maggiori disguidi sono proprio le corse utilizzate dai pendolari, quindi lavoratori e studenti, e non viaggiatori occasionali o turisti, in particolari fasce orarie: da Rovigo 6:38, 7:38 e 8:38, da Verona 6:56, da Legnago 5:42, 6:42 e 7:42. Continua a leggere

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Spettacolo teatrale “FATTI DI CIBO” venerdì 16 dicembre 2016

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FATTI DI CIBO

Venerdì 16 dicembre 2016 – ore 21,00

presso l’orto didattico “Il Profumo della Freschezza”, Via Provvidenza n. 664 – Lusia (Rovigo)

 

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Convegno – Le opportunità della Smart Land per i Piccoli Comuni

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Lunedì 5 dicembre dalle 16,00 alle 19,00 – Rovigo

presso Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo – Palazzo Cezza, Sala Stucchi, Piazza Vittorio Emanuele II – Rovigo

Le opportunità della Smart Land per i Piccoli Comuni

 

Un confronto sulle opportunità di sviluppo per il Polesine e di accesso a finanziamenti europei e regionali per le nuove filiere green di buona governance.

La partecipazione al convegno garantirà l’acquisizione di 2 crediti formativi per architetti e pianificatori.

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SAVE THE DATE – Le opportunità della smart land per i piccoli comuni

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Sequestrato un campo mais OGM in provincia di Rovigo

 Legambiente: “Un fatto grave e assurdo. Chiediamo un aumento dei controlli su tutto

il territorio per proteggere la qualità dell’agricoltura italiana”

 

Dopo il caso friulano e dell’agricoltore Fidenato che aveva piantato mais ogm, la questione del mais transgenico (Mon810) arriva ora anche nel vicino Veneto, dove nei giorni scorsi il Corpo Forestale dello Stato ha scoperto e sequestrato un campo illegale di mais geneticamente modificato Mon810 alle porte di Rovigo.

“Quello che è accaduto in Veneto – dichiara Rossella Muroni, presidente nazionale di Legambiente –  è veramente assurdo, dato che l’Italia ha richiesto e ottenuto che fosse bandita sul proprio territorio la coltivazione del Mon810. La coesistenza tra produzioni transgeniche e convenzionali è rischiosa perché non si può escludere il rischio di inquinamento genetico e, quindi, il danno economico per i produttori non ogm e la perdita di biodiversità. Casi di contaminazione sono stati rintracciati anche nell’ultima indagine del Corpo Forestale dello Stato, in Friuli Venezia Giulia, dove è stato coltivato mais Ogm in barba ai divieti della legislazione. Una coltivazione ogm che fa male all’ambiente, all’agricoltura, alla legalità e alla salute dei cittadini e che rappresenta uno schiaffo al territorio Polesine dalla vocazione agricola che, negli ultimi anni, ha fatto sforzi ingenti per la conversione del proprio modello agricolo da intensivo a produzioni di alta qualità. Oggi, più che mai, l’agricoltura di qualità e sostenibile può essere il più importante alleato per le attuali sfide ambientali e per lo sviluppo dell’economia verde, che l’Italia non può e non deve perdere”.

Per l’associazione ambientalista è ora urgente e fondamentale che si facciano tutti i possibili accertamenti e controlli, per verificare che si tratti di un caso isolato e non il “nodo” di una rete di illegalità tra agricoltori e distributori di sementi. Il ruolo del Corpo Forestale dello Stato, con le sue enormi competenze, è indispensabile al contrasto dell’illegalità ambientale. Per questo Legambiente torna a ribadire che vengano forniti mezzi e risorse per svolgere al meglio il proprio compito.NO OGM

“Il caso dell’imprenditore di Frassinelle Polesine che ha piantato mais geneticamente modificato in un campo di sei ettari nel comune di Guarda Veneta – aggiunge Giorgia Businaro, Direttore Regionale di Legambiente Veneto – è un esempio di quella mentalità italiana che porta a dire: io ci provo, in barba alle leggi, senza considerare le conseguenze che si avranno sulla biodiversità e sulla qualità delle produzioni locali, ci provo per avere guadagni facili con investimenti limitati. Alla Regione Veneto chiediamo di convocare il prima possibile un tavolo di lavoro con le forze dell’ordine e le associazioni interessate per affrontare subito la questione evitando il ripetersi di quanto già accaduto in Friuli Venezia Giulia. Infine un plauso e un sentito ringraziamento vanno agli uomini del Corpo Forestale dello Stato, senza il loro tempestivo intervento questa vicenda avrebbe potuto avere conseguenze gravissime”.

 

 

L’ufficio stampa di Legambiente: 0686268353

 

Comuni Ricicloni 2016

Rovigo, 23 giugno 2016                                                                                                     Comunicato stampa

Comuni Ricicloni 2016

 

In Italia aumentano i comuni Rifiuti free, l’eccellenza nell’eccellenza

sono 525 le realtà che superano il 65% di raccolta differenziata e producono meno di 75 chilogrammi annui per abitante di rifiuto secco indifferenziato

In Polesine solo Pontecchio entra nella classifica Comuni Rifiuti Free

Businaro: “Ci limitiamo a fare i compiti per casa. Serve nuovo slancio per non essere gli ultimi del Veneto”

Quest’anno il Premio Comuni Ricicloni 2016 di Legambiente riserva una bella e inaspettata sorpresa, che lascia ben sperare per un’Italia finalmente libera dai rifiuti. Crescono nella Penisola i comuni Rifiuti free, quelli che oltre ad essere ricicloni, hanno deciso di puntare sulla riduzione del residuo non riciclabile da avviare a smaltimento. Sono ben 525, contro i 356 dello scorso anno, le realtà che producono meno di 75 chilogrammi annui per abitante di rifiuto secco indifferenziato, (pari al 7% del totale nazionale), per una popolazione che sfiora i 3 milioni di cittadini. Risultati ottenuti con ricette diverse ma con un denominatore comune: la responsabilizzazione dei cittadini attraverso una raccolta domiciliare, una comunicazione efficace e con politiche anche tariffarie che premiano il cittadino virtuoso. Non è un caso che dei 525 comuni Rifiuti free 255 hanno un sistema di tariffazione puntuale e 136 uno normalizzato.

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Dal Veneto allo Swaziland Cooperazione internazionale per accesso all’acqua e igiene ambientale Presentati i risultati dell’ultimo progetto di Legambiente Veneto

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“S.H.A.R.E. – Solidarietà, Hobby, Attivazione, Rigenerazione, Ecologia”

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Arte in prospettiva

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Stimoli creativi per una città verde e giovane.

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Ecosistema Urbano: Rovigo, crollo verticale

Il rapporto annuale di Legambiente palesa tutte le criticità del capoluogo polesano

Businaro: “Prestazione pessima. Rovigo paga l’incapacità e la mancanza di visione a medio termine degli amministratori locali”

Tragico crollo in classifica per il capoluogo polesano.

“Walzer di deleghe e assessorati, caduta di giunte, commissari, nuove elezioni, nuove giunte… grandi cambiamenti in città che, evidentemente, non si riflettono sui risultati, anzi, non consentono una visione complessiva ed una programmazione coerente delle politiche ambientali e degli interventi da mettere in campo. O forse – chiede Giorgia Businaro, Direttore di Legambiente Rovigo – dobbiamo leggere questi pessimi risultati come frutto di incapacità o, peggio ancora, di disinteresse nei confronti dello stato dell’ambiente cittadino da parte degli amministratori che si sono succeduti negli ultimi anni?”.

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