Pendolaria 2015

Rovigo, 21 Gennaio 2016

Comunicato Stampa

 Allegato senza titolo 00013Legambiente presenta il Rapporto Pendolaria 2015

 Veneto tra le Regioni in cui si investe meno per il servizio ferroviario

 Businaro: “il trasferimento dei poteri sul servizio ferroviario alle Regioni non ha funzionato”

Pendolaria 2015, il dossier di Legambiente, presenta le criticità del sistema ferroviario italiano: molti i punti deboli e preoccupante l’ immobilismo rispetto all’edizione precedente.

“Dopo 15 anni – afferma Giorgia Businaro, Direttore di Legambiente Veneto – si può dire che il trasferimento dei poteri sul servizio ferroviario alle Regioni complessivamente non ha funzionato”.

Va però sottolineato come vi siano sia luci che ombre, con alcune realtà che hanno migliorato l’offerta e l’attenzione ai pendolari. Non è fra queste Regioni il Veneto che, insieme a Sicilia, Calabria, Piemonte, Puglia stanzia fondi vicini allo 0,1% della spesa rispetto al bilancio nonostante i pendolari siano centinaia di migliaia.

Nella nostra Regione si è dunque investito pochissimo per i collegamenti ferroviari mentre tutta l’attenzione va, in termini di risorse e impegno, alla realizzazione di nuovi progetti autostradali come la Pedemontana veneta, la Valdastico, il Raccordo anulare di Padova, la Nogara-Mare. Il tutto mentre lo smog soffoca i veneti e alimenta malattie anche mortali, come più volte ribadito nel corso dell’emergenza negli ultimi picchi di pm10 raggiunti meno di un mese fa.

“Da dove partire? – chiede Businaro  – Occorre porsi obiettivi ambiziosi per fare della mobilità una sfida prioritaria per modernizzare il Paese, nell’interesse dei cittadini e realizzare gli impegni fissati dall’Unione Europea al 2030 in termini di riduzione delle emissioni di CO2. Il primo obiettivo è di far crescere il numero di persone che prende il treno anche fuori dalle linee ad Alta Velocità. Purtroppo oggi a troppe persone è preclusa questa possibilità a causa di un servizio non al livello delle altre regioni della nostra area geografica.”

Un’ area particolarmente interessata alla risistemazione del sistema ferroviario regionale è quella del Polesine e del capoluogo Rovigo. I problemi principali riguardano la costante riduzione degli Eurostar che effettuano fermata a Rovigo: ormai esistono due soli Frecciargento da Roma (a cui si aggiungono 2 Intercity), oltre ai collegamenti Est-Ovest, da Verona in direzione di Chioggia e viceversa. Quest’ultima situazione si presenta drammatica vista la grande quantità di pendolari che frequentano queste tratte ferroviarie e vista l’inefficiente organizzazione degli orari: non esiste un treno Legnago-Adria diretto, il cambio obbligato a Rovigo rimane senza coincidenze a breve anche dopo l’inserimento dell’orario cadenzato, il che ha portato i tempi di percorrenza a 2 ore, per una distanza di appena 65 km.

Lungo i 96,6 km che collegano Verona a Rovigo i disagi sono all’ordine del giorno, con poche corse, mezzi obsoleti, ritardi ed abbandono delle piccole stazioni, viaggiano mezzi con vecchia tecnologia e con tempi di percorrenza lunghi (55 km/h di media) manca ancora il completamento dell’infrastruttura elettrica nelle tratte Isola della Scala-Cerea e Legnago-Rovigo.

“Su questa linea – ricorda Businaro – insiste un pendolarismo importante, ma si tratta anche di un percorso molto frequentato da turisti vista la presenza di città storiche. Inoltre, la tratta Verona-Rovigo-Chioggia potrebbe mettere in collegamento le località più periferiche della provincia e quelle ad alta vocazione turistico-balneare, come Rosolina e la stessa Chioggia-Sottomarina. Non dimentichiamo, poi, che a causa di questa situazione, a buona parte degli studenti polesani è preclusa la possibilità di frequentare, come pendolari, corsi universitari a Verona”.

Le occasioni di ritardo delle corse e a volte la cancellazione di viaggi hanno causato enormi disagi e disservizi alla popolazione, generando una disaffezione nei confronti del treno. Secondo i dati diffusi dalla commissione Trasporti della Regione, nel corso dell’ultimo anno, la linea Rovigo-Verona è tra quelle che hanno collezionato più ritardi rispetto al resto dell’intera rete veneta. I convogli hanno viaggiato puntuali solo nell’85% dei casi. A rallentare i trasporti ci sono anche le  coincidenze tra le corse, visto che la linea è a binario unico.

La situazione è uguale, sulla tratta ferroviaria Chioggia-Rovigo, dove è ormai nota la situazione di disagio che i pendolari continuano a subire; un’unica carrozza di 70 posti, affollata da oltre un centinaio di persone. Nelle corse della mattina e soprattutto del venerdì sera, quando numerosi studenti rientrano a Chioggia dalle diverse sedi universitarie, l’impiego di una sola carrozza non riesce a garantire un adeguato servizio. In queste fasce orarie il sovraffollamento è tale da causare svenimenti e malori tra i passeggeri.

Secondo Legambiente, è necessario intervenire, mettendo a disposizione un numero adeguato di carrozze  per garantire la sicurezza dei viaggiatori.

Nessuno può dimenticare la costante e grave situazione dell’inquinamento dell’aria – continua Businaro. – Le concentrazioni rimangono al di sopra dei parametri ritenuti sicuri dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e confermano la drammatica situazione tracciata dal rapporto dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA) che ha indicato, solo in Italia, 84.400 morti premature causate dall’inquinamento atmosferico collocate principalmente nell’area più colpita, la Pianura Padana. E’ necessario che la Regione e le città venete ribadiscano ufficialmente l’abbandono di improbabili alte velocità da 300 km/h a favore di proposte coerenti con le distanze tra le città e contemporaneamente diano una spinta maggiore al trasporto su ferro, al trasporto pendolare e al rilancio del SFMR anche occidentale e meridionale. I progetti di attraversamento che si stanno studiando devono essere l’occasione per aumentare il servizio ferroviario, permettendo al più ampio numero di persone e merci di usare la ferrovia per spostarsi, principalmente sulle corte distanze, implementando e rendendo possibile quella intermodalità degli spostamenti, per contribuire alla drastica riduzione di quelli su gomma, colpevoli di quell’inquinamento dell’aria che ci sta letteralmente rompendo i polmoni”.

A proposito di disservizi e materiale rotabile vecchio, il dossier di Legambiente cade a pennello rispetto a due avvenimenti degli ultimi giorni, uno avvenuto sulla tratta Mestre-Adria, dove la littorina a gasolio è rimasta senza carburante, costringendo i pochi pendolari rimasti sulla corsa, a proseguire gli ultimi chilometri di viaggio a piedi e l’altro e l’altro avvenuto a Badia Polesine, dove all’autore di “A Ruota Libera”, Federico Grandesso, è stato proibito di salire sul treno con la bicicletta.

“Questa tratta è gestita da Sistemi Territoriali SpA, società di proprietà della Regione Veneto – spiega Businaro. – Non è accettabile, in un paese civile, che i pendolari debbano subire costanti disservizi e viaggiare stipati in vagoni vecchi, gelati d’inverno e roventi d’estate, costantemente in ritardo. La Regione Veneto, con la sua azienda strumentale, ha l’obbligo di garantire standard adeguati per tutti i cittadini. Non devono esistere pendolari di serie A e pendolari di serie B”.

La spesa delle Regioni per il servizio ferroviario pendolare 2014

Legambiente, 2015

Regione a statuto ordinario Stanziamenti

per il servizio

(mln Euro)

Stanziamenti per il materiale rotabile

(mln Euro)

Stanziamenti sul bilancio regionale

(%)

Pr. Bolzano 59,56 0 1,28
Friuli V. G. 46,025 0 0,93
Valle d’Aosta 0,39 9 0,89
Pr. Trento 37,26 0 0,68
Lombardia 153 0 0,64
Toscana 44,6 5 0,49
Campania 38,4 13,53 0,35
Liguria 13,872 2,6 0,33
Emilia-Romagna 39,63 0 0,27
Basilicata 1,4 8,5 0,27
Veneto 4,6 9,5 0,11
Lazio 0 35 0,11
Marche 2,1 1,25 0,08
Sardegna 2 3,5 0,07
Umbria 1,5 0 0,05
Puglia 0 7,1 0,05
Piemonte 5,279 0 0,04
Sicilia 0 0 0
Calabria 0 0 0
Molise 0 0 0
Abruzzo 0 0 0