Dal Veneto allo Swaziland Cooperazione internazionale per accesso all’acqua e igiene ambientale Presentati i risultati dell’ultimo progetto di Legambiente Veneto

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Giovedì 3 dicembre, la sala del CSV di Rovigo ha ospitato l’incontro pubblico “Water for All”, organizzato da Legambiente Veneto per presentare i risultati del progetto ”Accesso all’acqua e igiene ambientale nello Swaziland rurale”, promosso in collaborazione con Cospe Onlus e finanziato dalla Regione Veneto nell’ambito dei contributi alla cooperazione decentrata allo sviluppo.

“Grazie alla collaborazione con Cospe Onlus, ONG con grande esperienza in progetti di cooperazione internazionale – spiega Giorgia Businaro, Direttore regionale di Legambiente Veneto – abbiamo potuto portare il nostro contributo e le nostre conoscenze in ambito ambientale in un paese, lo Swaziland, che vive condizioni igieniche e ambientali drammatiche. Basti pensare che solo il 42% della popolazione ha accesso all’acqua potabile”.

A presentare i risultati del progetto, Alberto Maria Rigon, cooperante COSPE, attraverso foto e video tratti dalla vita quotidiana delle comunità locali: “le condizioni sanitarie – racconta – sono critiche, le malattie intestinali molto comuni e colpiscono la popolazione più debole: bambini, donne in gravidanza, anziani. Inoltre questo è lo stato africano maggiormente colpito da HIV e questo triste primato, unito alla scarsità di fonti d’acqua potabile per la maggior parte della popolazione, causa l’aggravarsi di situazioni igienico sanitarie già difficili, rendendo difficoltoso anche il mantenere una buona condizione igienica per molte famiglie. La situazione è anche aggravata dal fatto che nelle zone rurali non vi è un corretto smaltimento dei rifiuti e molto spesso non vi sono latrine, andando così a ridurre considerevolmente la qualità della vita e la salute delle famiglie. Questi fattori, sommandosi, vanno a gravare sulla situazione sanitaria causando una maggiore incidenza delle malattie soprattutto a livello infantile. Nello Swaziland, infatti, c’è un tasso del 6% di mortalità infantile dovuto appunto alle condizioni di vita medie che non permettono un corretto stato igienico sanitario”.

Il progetto messo a punto da COSPE e Legambiente Veneto ha realizzato una serie di interventi atti a migliorare le condizioni di vita della popolazione delle comunità rurali della regione Lubombo, la regione più povera dello Swaziland. Questi interventi hanno avuto lo scopo di garantire l’accesso all’acqua potabile nelle zone rurali, dove solitamente le famiglie dovevano percorrere lunghe distanze per ottenerla. In questo modo, rendendo disponibile l’acqua potabile, si è stati in grado di ottenere una diminuzione dell’incidenza delle malattie grazie all’aumentare degli standard igienico sanitari.

Altro obiettivo fondamentale è stato il miglioramento della qualità ambientale nelle comunità rurali che prevedeva una serie di interventi concreti per la costruzione di strutture quali bagni, impianti di drenaggio per l’avvio di esperienze di gestione e ri-uso delle acque reflue, ma anche azioni di sensibilizzazione ed educazione ambientale.

Il progetto prosegue ora con una serie di attività di educazione ambientale che riguarderanno alcune scuole della provincia di Rovigo: “vogliamo far capire ai bambini e ai ragazzi italiani che l’acqua potabile, l’energia elettrica, i servizi di smaltimento dei rifiuti, il cibo non sono cose scontate – afferma Businaro -. Molto spesso ci si dimentica dell’importanza di ciò che abbiamo quotidianamente sotto gli occhi, a disposizione in qualsiasi momento. Attraverso immagini e racconti vogliamo che i giovani si rendano conto dell’importanza di non sprecare risorse. Tema quanto mai attuale in questi giorni, visto che si sta svolgendo a Parigi la Conferenza Internazionale sui Cambiamenti Climatici, momento – conclude – atteso da anni che segnerà una volta per tutto il futuro del nostro pianeta”.