Rifiuti Polesine: Legambiente chiede chiarezza e trasparenza sull’ “affare discarica”

Businaro: “la salute dei cittadini e dell’ambiente come merce di scambio per un nuovo affare economico”

“In quale paese civile la salvaguardia della salute pubblica viene garantita solo in cambio di operazioni economiche di dubbia utilità e trasparenza? È inconcepibile che la costruzione della nuova discarica di Villadose sia conditio sine qua non per garantire la bonifica di Taglietto 1”. Con queste parole Giorgia Businaro, direttore di Legambiente Rovigo, introduce la posizione dell’associazione ambientalista riguardo il feroce dibattito di quest’ultimo periodo in merito alla questione discarica.

“Fiumi di parole e di inchiostro sono stati sprecati negli ultimi tempi – continua Businaro- per commentare le ipotesi più disparate, arrivando addirittura ad agitare l’assurdo spettro dell’inceneritore per garantire, anche da parte di una cittadinanza mai finora coinvolta, l’accettazione dell’opzione discarica, quasi a dire “o discarica o morte”.

Forse, secondo Legambiente, sarebbe utile fermarsi un attimo a ragionare, dati alla mano.

“Come ricorda il Sindaco di Villadose Gino Alessio – afferma Businaro – il progetto della nuova discarica vede la luce nel 2006, basandosi, inevitabilmente, sull’analisi dei dati di produzione dei rifiuti degli anni precedenti. La notizia è che, in dieci anni, il mondo è cambiato, il Veneto è cambiato e la nostra provincia non ha fatto eccezione: la crisi economica, il crollo dei consumi, una maggiore attenzione dei cittadini a comportamenti virtuosi hanno comportato una netta diminuzione del residuo indifferenziato da conferire in discarica”.

E questo non lo dice solo il rapporto Comuni Ricicloni di Legambiente, di cui un neo assessore rodigino ha dichiarato di fidarsi poco. I dati dell’Osservatorio Regionale Rifiuti, istituito con la Legge Regionale n. 3 del 31 gennaio 2000 dimostrano che, dal 2003 al 2013, ultimo anno disponibile, la percentuale di raccolta differenziata per la provincia di Rovigo è aumentata del 26,6%. Di conseguenza, il residuo indifferenziato, quello che dovrebbe essere smaltito in discarica, è diminuito notevolmente: – 33.606 tonnellate. Nel 2013, dunque, il conferimento in discarica è calato del 43,06% rispetto a dieci anni prima.

“Al netto delle considerazioni sull’impatto ambientale, che per noi restano fondamentali, come può essere economicamente sostenibile una discarica che non può contare nemmeno sulla quantità annua di rifiuto necessaria al suo ammortamento? – chiede Businaro. – Il Polesine, oggi, conferisce in discarica circa 32.000 tonnellate. Per l’ammortamento di Taglietto 1 ne servono almeno 55.000. Le 23.000 tonnellate mancanti dovranno necessariamente essere importate da fuori regione, visto che il Veneto ha una capacità di smaltimento rifiuti già superiore all’effettiva produzione. E di che tipologia di rifiuti si tratterà? Non possiamo essere certi che si importeranno solo rifiuti urbani, considerando la documentazione presentata dall’Assessore Simoni in una sua intervista del 19 giugno scorso.
E qualcuno ha anche il coraggio di continuare a parlare di inceneritore? Di “emergenza rifiuti” in Polesine? A noi sembra che tutto questo allarmismo non serva ad altro se non a spianare la strada all’accettazione del progetto da parte dei cittadini, peraltro mai coinvolti e costretti a subire decisioni antieconomiche e anacronistiche calate dall’alto”.

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