Aria inquinata, Legambiente Veneto pubblica il dossier Mal’Aria

Rovigo, 30 gennaio 2014

Comunicato Stampa

Aria inquinata, Legambiente Veneto pubblica il dossier Mal’Aria

Presentata oggi l’indagine sull’inquinamento atmosferico regionale
Ennesimo anno negativo per la città di Rovigo sul PM10

È stato pubblicato quest’oggi il dossier di Legambiente Veneto dal titolo “Mal’Aria”, un accurato studio sullo stato di inquinamento atmosferico di cui soffre la nostra regione. Ad essere analizzati sono stati vari inquinanti (particolato, biossido di azoto, ozono e benzo(a)pirene) in riferimento ai monitoraggi eseguiti da Arpav.


Come altre città del Veneto, Rovigo si contraddistingue in negativo per gli elevati valori del PM10. Nonostante le abbondanti precipitazioni (circa 900m nel 2014), il capoluogo polesano è riuscito a sforare il limite normativo di 35 giorni all’anno da bollino nero così come imposto dal D.lgs. 155/2010.

La centralina urbana posta in Largo Martiri, infatti, ha fatto registrate ben 47 superamenti annui: un valore che la pone decisamente fuori legge.
Le previsioni, tuttavia, sembrano peggiorare il quadro già critico. Le centraline Arpav hanno già contato 14 sforamenti per l’anno in corso, cioè il 40% della tollerabilità concessa.
La direttrice di Legambiente Rovigo, Giorgia Businaro, commenta così i risultati del dossier: ”Nulla di nuovo per Rovigo, stiamo monitorando il PM10 con costanza e denunciamo la situazione da tempo. Nessuno sembra darci credito ma a rimetterci sono tutti gli abitanti rodigini che ogni giorno respirano aria tossica.

Scendendo in merito ai dati pubblicati, Businaro prosegue: “A prima vista la situazione sembrerebbe più rosea degli anni precedenti, purtroppo questo breve trend positivo si spiega con le informazioni meteo. Abbiamo visto, infatti, che il 2014 sia stato un anno davvero piovoso. In Veneto non si ha memoria di precipitazioni così abbondanti dal 1950, da quando cioè sono iniziati i monitoraggi. Addirittura, in mesi notoriamente clou per lo smog come quelli invernali, i millimetri di pioggia sono stati maggiori. Tutto ciò ha avuto sensibili ripercussioni positive sullo stato di inquinamento atmosferico rodigino, effettivamente inferiore alle annate scorse. Nonostante questo, l’aria urbana risulta cronicamente dannosa per la popolazione.

Businaro traccia quindi le linee guida per il risanamento tanto atteso. “Per i motivi già argomentati, mi duole sottolineare come i rodigini non siano diventati più attenti al problema. Anzi, i dati di Gennaio 2015 dicono tutto il contrario e non si può fare completo affidamento al meteo per aver un’aria più sana in città. Rovigo soffre di un immobilismo in politica che non trova spiegazione soltanto nel commissariamento. Manca a tutti gli effetti qualcuno che sappia orientare la città verso un differente modello di organizzazione urbana. La critica che noi facciamo a pressoché trasversale: dal trasporto pubblico, evidentemente non efficiente, all’urbanistica, poco incline a lasciare il giusto spazio ad elementi risanatori, quali aree verdi e zone interdette al traffico. Mi sento di biasimare, inoltre, i competenti in materia energetica a Palazzo Balbi. In questo settore il Veneto è indietro anni luce rispetto ad altre realtà europee, dove sono previsti obblighi sui rendimenti energetici degli edifici, sull’uso delle rinnovabili e sulla certificazione energetica.”

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